INQUINAMENTO INDUSTRIALE: LE SOSTENZE PIÙ PERICOLOSE!

L’inquinamento industriale è un problema complesso che richiede una comprensione approfondita delle diverse sostanze chimiche in gioco e dei loro effetti sulla salute umana e sull’ambiente circostante.

Ogni inquinante agisce in modo diverso a seconda del terreno e dell’ambiente in cui viene rilasciato e rende difficile prevedere le sue conseguenze esatte.

Ti interessa l’argomento?

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Tra tutte, quali sono quelle più inquinanti?

Vediamole insieme!

INQUINAMENTO INDUSTRIALE: LE SOSTENZE PIÙ PERICOLOSE !

CROMO ESAVALENTE

Il cromo esavalente, utilizzato in diverse industrie come concerie e lavorazione dei metalli, può essere trovato anche in prodotti come pentole in acciaio inox e legno trattato con bicromato di rame. L’esposizione a questa sostanza può causare danni al sistema respiratorio e gastrointestinale, e può aumentare il rischio di sviluppare tumori.

PIOMBO

Il piombo, può essere rilasciato nell’ambiente durante processi come l’estrazione e la fusione. L’esposizione a questo inquinante può causare danni al corpo dovuti a disturbi neurologici, riduzione dell’IQ, anemia e disturbi nervosi.

MERCURIO

Il mercurio, rilasciato principalmente durante processi industriali come l’estrazione e l’utilizzo in processi di produzione, può danneggiare il cervello, i reni e il sistema immunitario umano.

PESTICIDI

I pesticidi, utilizzati in agricoltura, possono contaminare le risorse idriche e avere effetti negativi sulla salute umana, inclusi disturbi neurologici, riproduttivi e dermatologici. La loro presenza nell’ambiente richiede una gestione attenta per minimizzarne gli impatti sulla salute umana e sull’ecosistema.

RADIONUCLIDI

Il rilascio di radionuclidi nell’ambiente, spesso legato a processi industriali come l’estrazione di uranio e la produzione di energia nucleare, può causare una serie di problemi di salute, tra cui nausea, affaticamento e persino tumori.

CADMIO

Il cadmio, presente come sottoprodotto in varie attività industriali, può causare vertigini e nausea, anche in piccole quantità. La sua elevata tossicità ha portato all’adozione di misure restrittive nella sua gestione da parte di organismi regolatori come l’Unione europea.

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